Visita alla tomba dei giganti di Coddu Vecchiu

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Tomba dei giganti di Coddu Vecchiu

Se siete interessati a qualcosa di diverso dal solito e questa volta volete tuffarvi in un mare di suggestione, c’è un luogo da vedere. In caso vogliate evitare le voci dei bagnanti e arenarvi su scogli granitici, vecchi di migliaia di anni, la tomba dei giganti di Coddu Vecchiu è il posto giusto. Posso dire di aver apprezzato parecchio la visita. Senza scomodare per forza misticismi o pretesi benefici taumaturgici qui è possibile godere di una sensazione particolare, grave. Mi è venuto spontaneo fare un paragone coi loculi dei moderni cimiteri. Così numerosi, disposti in un ordine caotico e asfissiante. La struttura che domina l’ambiente di Coddu Vecchiu invece, sembra descrivere un modo ancora genuino di percepire la morte. Certo, solenne, ma ancora vicino alla natura e alle sue forme basiche.

 La strada per Coddu Vecchiu

Coddu Vecchiu è una delle tombe dei giganti meglio conservate di tutta l’isola. A seicento metri gli fa compagnia il villaggio nuragico de La Prisgiona, altro luogo vetusto e maestoso. Ci mettiamo in viaggio un pomeriggio di luglio, io e altri tre amici. Siamo reduci dalla calca del centro di Olbia e abbiamo voglia di cercare qualcosa di diverso dal solito. Il luogo è perfetto. Immerso nella campagna, tra i vitigni luminosi del Vermentino di Gallura e la fitta macchia mediterranea. Gli unici locali sono i cinghiali, le volpi e le preparatissime guide turistiche. I primi due molto schivi, gli altri ospitali e coinvolgenti nonostante il caldo. Arriviamo al sito percorrendo la strada che collega Arzachena a Luogosanto, distanziando di circa dieci chilometri in linea d’aria il mare. Oggi, dovendo tornarci, preferirei farlo in autunno o in primavera. Percorrere le strade sarde su un’utilitaria con trentasei gradi è faticoso anche per dei ragazzi motivati. Lasciate perdere il vento tra i capelli e procuratevi un cappellino.

Prima del sito, abbiamo tappa obbligata nell’infopoint sulla strada. Il piazzale antistante è abbastanza ampio e si possono lasciare lì le auto gratuitamente. A disposizione guide, brochure e dépliant. Si può scegliere se pagare un piccolo contributo per un solo sito o prendere il pacchetto convenienza che da accesso alle altre aree vicine. Che fai, te ne privi? Nel centro troviamo  con grande sorpresa connessione internet e bagni chimici (lusso). Un consiglio per chi legge: Usate la connessione per salutare amici e parenti, poi dimenticate il cellulare nel bagno.

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L’esedra di Coddu Vecchiu

Raggiungiamo Coddu Vecchiu a piedi, percorrendo pochi metri lungo la strada e accediamo al piazzale. Ad accogliere il visitatore c’è una sorta di grande barriera in granito. La prima cosa che salta all’occhio e la grande lastra verticale che vi sta al centro. La nostra guida parla di quattro metri di altezza per uno e novanta di larghezza. Si tratta di due elementi di granito levigato in equilibrio l’uno sull’altro con cornice centinata. Ai due lati, altre lastre ad altezza progressivamente più bassa completano la struttura. Questa è detta “esedra”. Un grande abbraccio di pietra che si protende verso di noi. Siamo tutti ipnotizzati dall’apertura alla base della grande lastra. Un oscura e arcuata porta sull’oltretomba. Naturalmente è vietato entrare. Le guide vegliano sul portale. Facciamo in tempo a vederne una cazziare un turista troppo esuberante. Noi ci limitiamo ad alcune foto ma naturalmente non ci priviamo di guardarci dentro.

Corridoio interno tomba dei giganti

La sepoltura a galleria

Timidamente ci avviciniamo e infiliamo la testa nell’oscuro passaggio. L’aria è fresca e il pavimento è visibilmente scavato. Attraverso il varco riusciamo a scorgere il corridoio  di raccordo. Sembra che conduca alla parte più antica della tomba, la sepoltura a galleria. Questa appare all’esterno rettangolare, composta da blocchi disposti in filari. La parte superiore e composta da lastroni poggiati a coprire. Il lastricato interno visto da fuori appare sconnesso.  Naturalmente ha subito nel corso dei secoli diverse violazioni che ne hanno compromesso l’aspetto.

Rivelazioni su Coddu Vecchiu

Le guide ci parlano di due periodi. La zona retrostante della tomba risale all’età del bronzo antico. La parte più recente, che è la prima visibile, risale invece al bronzo medio. Una ristrutturazione notevole.  Sono stati recuperati al suo interno manufatti come vasi, ciotole e tegami. Tutti oggetti interessanti. Quello che però mi rimane impresso è quello che dice alla fine la guida. Se si osserva la tomba dall’alto la pianta rivela una gigantesca “protome taurina”, che non sarebbe altro che una testa di toro. Mi precipito a guardare la pianta sulla brochure ed è vero… Un toro, simbolo di virilità e fertilità. Una figura ricorrente in molte culture. Ma se giro di centottanta gradi la mappa, ecco spuntare un’altra figura, anatomica questa, concettualmente simile ed opposta. Naturalmente rimane una mia speculazione. La tengo per me, non voglio provocare la guida e continuo ad ascoltare. Più tardi ne parlerò coi miei compagni suscitando l’ilarità del gruppo.

Lasciamo questo sito soddisfatti e ci dirigiamo a La Prisgiona. Mentre cammino ho l’impressione di aver avuto accesso ad un mondo distante nel tempo, ma non estraneo. Di aver percepito una spiritualità antica e genuina che forse non siamo più un grado di coltivare, ma che rimane radicata nel territorio e ciò mi rassicura.

Vittorio Cuccheddu

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