Novembre, il mese del passaggio

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Nebbia, pioggia e…

Novembre è un mese strano: l’estate è decisamente finita, all’inverno manca ancora un pezzo. E’ proprio il mese del passaggio, della mutazione, uno di quei momenti in cui in Sardegna ci si sta per scelta. Non ci si capita mica per caso. Arriva il freddo, e lo accogliamo quasi come un vecchio amico che non si vedeva da tempo. Con un certo piacere tiriamo fuori giacche e maglioni: si ricomincia a fare il fuoco, le giornate si accorciano e il buio arriva prima. Piove, e le campagne riarse da tre mesi d’estate, tornano lentamente a tingersi di verde. Il mare, sino a poco tempo fa’ turchese e trasparente, diventa di piombo. Il cielo limpido si riempie di nuvole. A raccontarla così, la nostra terra sembra un posto poco confortevole. Quanto è lontana la calda estate?! Molto, certo… Pensate non sia un bel frangente per visitare l’Isola? Io personalmente, non lo credo. A me sembra ancora più bella e vera: mi sembra un pezzo d’ Irlanda o di Scozia, finite per caso in mezzo al Mediterraneo, con quei veli di nebbia che cammina leggera fra i muretti a secco…

… Castagne calde e falò

L’ho già detto: novembre è un mese di passaggio. Ma è un passaggio che lascia stupefatti. Quella che sembra una terra di sole e di spiagge, fa vedere un’altra parte della sua anima. E’ ora di assaggiare il vino nuovo, di accendere il fuoco, mentre fuori piove, e di metterci su le castagne ad arrostire. Magari con un tagliere di salumi, chiudendo con un bicchierino di filu ‘e ferru. E’ ora di passeggiare per le campagne, adesso che il fresco ce lo rende più attraente, e di vedere il mare d’autunno. E’ tempo di immergersi nelle acque calde termali che tanto amavano gli antichi Romani! Sembrava un mese di malinconia? Niente di più sbagliato: a novembre si vede un pezzo della “vera Isola”.

Paolo D’Ascanio

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