La leggenda dell’abbazia di Paulis: Il monaco bianco

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Tra Ittiri e Uri, nell’antico villaggio di Paulis, sorgeva un tempo la chiesa di Nostra Signora di Paulis, fondata nel 1205 e costruita in stile romanico-cistercense. La struttura oggi è ridotta quasi ad un rudere, ma un tempo fu un’importante abbazia inquadrata sul modello di Nostra Signora di Corte di Sindia.

La chiesa ed il monastero vennero costruiti da monaci cistercensi che vi si stabilirono per oltre un secolo, finchè l’abbazia non venne abbandonata nel corso del 1400 a causa dei primi crolli. L’abbazia divenne così meta di molti eremiti e allo stesso tempo chiesa campestre di Uri.

Negli anni cinquanta il prof. Piero Cao soggiornò ad Ittiri per restaurare l’abbazia di Paulis. Ma chi era Piero Cao?

Prof. Piero Cao

Nacque a Cagliari nel 1900, si trasferì a Firenze per studiare lettere, laureandosi nel 1927. Successivamente frequentò alcuni corsi al Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana. Dopo la laurea intraprese la carriera di insegnante, trasferendosi a Sassari ed insegnando al Ginnasio.

Dal 1930 cambiò del tutto il suo stile di vita. Divenne un vagabondo mendicante e fu il solo esponente dell’ordine religioso da lui fondato. Dedicò la sua vita all’archeologia sarda, scavava a mani nude e si fermava presso le chiese e i monasteri che avevano bisogno di restauri che conduceva personalmente. I suoi lavori vennero messi in discussione e criticati dal mondo scientifico.

Si occupò anche della basilica di Saccargia e successivamente si stabilì ad Ittiri per restaurare l’abbazia di Paulis.

Secondo le leggende che circolano tra gli abitanti di Uri, uno dei suoi due aiutanti era uno studioso caduto in disgrazia, un certo signor Macis. Pare che insieme al Prof. Cao avesse trovato l’ingresso dei sotterranei in cui vi erano stati nascosti i tesori che accumularono nel tempo i monaci cistercensi facendo uso dell’alchimia. Si dice che i monaci si rinchiusero nei sotterranei a causa di un attacco e vi morirono. Non fu mai trovata un entrata ai sotterranei, o per lo meno così dicono…

Il prof. Piero Cao venne assassinato il 7 settembre 1959 dal ventiquatrenne Salvatore Fois e gettato in un pozzo nei pressi dell’abbazia. L’assassino confessò subito il suo delitto. I carabinieri recuperarono il cadavere dal pozzo e l’autopsia segnalò la presenza di ferite da arma da taglio sia sul corpo che sul viso. Furono molti gli abitanti di Uri a testimoniare contro l’omicida. Tra di loro pare che ci fosse anche Macis in favore del suo amico Cao.

La leggenda narra di un fantasma di un monaco bianco, abate di Nostra Signora di Paulis, che si aggira tra le rovine dell’abbazia.

La storia dell’abate ha origini risalenti al medioevo. I cistercensi avevano nell’abbazia una grande biblioteca. Le conoscenze dei monaci divennero famose oltre il mediterraneo e nel giro di poco tempo divennero famosi come maghi presso le popolazioni del posto. I monaci si vestivano con un abito chiarissimo, come prevedeva l’ordine, e per questo erano chiamati monaci bianchi.

L’abate di Paulis nel XIV secolo venne assassinato, forse per una disputa con il marchese di Malaspina. Si dice che il malcapitato, morto in maniera violenta non abbandonò mai le rovine del monastero.

Due monaci assassinati nel medesimo luogo. E se lo spirito del Monaco Bianco non fosse l’unico fantasma a girare tra le rovine dell’abbazia di Paulis per l’eternità?

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