Vittima per errore: l’assassinio di Giuseppe Dessì

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Sentendo nominare Giuseppe Dessì si va a pensare immediatamente al celebre scrittore cagliaritano, ma oggi parleremo del suo omonimo che ha dedicato la sua vita all’editoria sarda.

Giuseppe Dessì nacque a Cagliari nel 1837 e già da giovane, a soli 17 anni, aveva già le idee chiare sul mestiere che avrebbe voluto intraprendere nella sua vita: l’editoria.

Partì con le sue prime esperienze di lavoro insieme allo stampatore Antonio Timon, che pubblicò il romanzo di Carlo Bruno intitolato Il Picco Balistreri: romanzo storico del XVII secolo ispirato ad una storia vera e accostata alle tematiche de “I promessi sposi” dal professore Manlio Brigaglia.

Si trasferì a Sassari, facendo carriera nell’azienda Ciceri, di cui divenne prima proto e poi titolare, modificando il marchio in “Giuseppe Dessì” intorno al 1863.

Per migliorare la qualità dei suoi prodotti chiamò a lavorare nella sua azienda operai altamente specializzati, tra cui Efisio Ugas, uno dei migliori tipografi dell’isola.

Grazie alle sue abilità ed agli investimenti, lo stabilimento si impose sul mercato locale, divenendo il più prestigioso della città. Poco dopo, nel 1891, diventò editore del settimanale “La Nuova Sardegna“. L’anno successivo fece aprire a Cagliari una seconda sede tipografica facendola gestire ai suoi figli.

Tra gli autori da lui pubblicati troviamo il poeta Sebastiano Satta, il premio Nobel Grazia Deledda, Enrico Costa e Giovanni Tolu.

Il 19 luglio del 1901, Giuseppe Dessì fu assassinato in un agguato della valle del Logulentu. Mentre da Sassari si recava a Sorso in compagnia del suo amico ed esattore locale Francesco Lopez, partirono delle fucilate in cui vennero uccisi entrambi.

Il vero obiettivo dell’assassinio era proprio l’esattore Lopez.

Oggi Giuseppe Dessì riposa al cimitero monumentale di Sassari, nella sua magnifica tomba a forma piramidale, costruita dal celebre Giuseppe Sartorio, il “Michelangelo dei morti”.

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