Sant’Efisio e un’Isola che lo omaggia

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La Storia di Sant’Efisio, colui a cui è dedicata una delle Feste più colorate, belle e rappresentative dell’Isola, momento solenne di fede e ringraziamento.

Sant'Efisio - la festa

Sant’Efisio nacque nel 250 d.C. ad Antiochia di Siria, all’epoca sotto l’impero romano.

Divenuto pretoriano partì per l’Italia con la missione di perseguitare i cristiani: fu durante questo viaggio, presso Napoli o Brindisi, che si convertì al Cristianesimo.

Secondo la tradizione religiosa la conversione avvenne all’udire la voce di Cristo che lo rimproverava per la sua lotta ai cristiani e gli annunciava il futuro martirio.

Giunto in Sardegna per combattere le popolazioni ribelli, incominciò a predicare e diffondere il Vangelo. Questo gli procurò la condanna da parte del governatore di Cagliari, che ne ordinò la tortura nella caverna su cui sorge ora l’attuale chiesa dedicatagli a Stampace.

Non volendo abiurare la sua fede, ma anzi esortando lo stesso imperatore ad abbracciarla, venne condannato a morte nella spiaggia di Nora, lontano dalla città per evitare disordini.

Prima di morire, Sant’Efisio pregò per la città di Cagliari e i suoi abitanti.

I miracoli: fra fede, Storia e tradizione popolare.

Sant'Efisio - la statua

La storia di Sant’Efisio, Sant’Efis in sardo, è una storia di devozione e amore. E per i credenti, è una storia di miracoli che il santo ha realizzato per difendere i sardi.

Il primo nel 1656, anno in cui termina una epidemia di peste che imperversava nell’Isola. E’ qui che nasce la processione che ci svolge ogni anno, il Primo maggio, ormai da oltre 350 anni.

Nel 1721, il Santo appare per rassicurare il nuovo vicerè dell’Isola, il barone di Saint Remy, sul fatto che i pozzi della città non sarebbero stati avvelenati come protesta al nuovo governo dei Savoia.

La storia di amore e protezione prosegue, rinsaldandosi nel 1793. Una flotta della Repubblica Francese si affaccia nel Golfo del Angeli con un intento: sbarcare a Cagliari e invadere la città. Ma una libecciata improvvisa sconvolge la flotta, danneggiandola e costringendola ad abbandonare i suoi piani.

Quando nel 1816 un’altra epidemia imperversa sulla capitale, i cittadini non esitano a rivolgere le preghiere a Sant’Efisio.

E sarà sempre a lui che i cagliaritani si affideranno per tornare sani dalla Grande Guerra. Nel 1918 i buoi del cocchio, che trasporta in processione la statua, saranno sostituiti da dei volenterosi soldati in licenza che chiedono la grazia di tornare vivi e in salute.

Nel 1943 la processione avverrà in uno scenario irreale. La città è devastata da un duro bombardamento, e l’animo dei cittadini distrutto nel vedere le macerie e la sofferenza nelle loro strade e nelle loro case: in Dio e in Sant’Efisio cercano rifugio e consolazione, per superare il grave momento.

Un fiume di persone, colori e preghiere: la Sagra di Sant’Efisio

Sant'Efisio
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Dal 1656 si svolge la processione fra le più lunghe d’Europa: la statua di Sant’Efisio parte dalla chiesa a lui intitolata nel quartiere cagliaritano di Stampace, per arrivare al luogo del martirio a Nora.

Un percorso che si snoda per 4 giorni e 65 chilometri, partendo la mattina del primo maggio dalla chiesa di Sant’Efisio a Stampace, uno dei quartieri del centro storico.

Coinvolge “sas traccas”, i carri trainati da buoi e addobbati a festa, e circa 4000 persone, spesso in preghiera, giunte da ogni angolo della Sardegna con l’abito storico della propria comunità.

Sant'Efisio - la processione
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Spettacolare e imponente è la vista dei cavalieri, da quelli del Campidano che aprono, ai Miliziani fino alla Guardiania: sono quello che rimane della scorta militare necessaria ad accompagnare la lunga processione nei secoli.

Il passaggio dei confratelli in tonaca azurra e mantellina bianca, seguiti dalle launeddas, annunciano il passaggio del Santo, vestito a festa dal 29 aprile e portato sopra un cocchio addobbato degnamente.

Colpisce il colore de s’arramadura, il letto di petali di fiori su cui il cocchio procede: il rosso, il giallo ricordano il sangue del martirio, ma anche la primavera e la rinascita che maggio porta con se, grazie alla loro brillantezza e vitalità.

Dopo il passaggio festante di fronte al Municipio, e in via Roma dove le navi suonano in segno di omaggio le loro sirene, il corteo esce da Cagliari e arriva al villaggio di Giorgino dove fa sosta.

Sant'Efisio

Fra benedizioni e messe, la processione toccherà nei giorni successivi le località di Maddalena Spiaggia, Su Loi, Sarroch, e Pula: qui sosta il Santo per tutto il terzo giorno terminando con una processione sul luogo del martirio, nella spiaggia di Nora.

Il rientro del Santo

Il rientro che passa per Pula, per concludersi entro la mezzanotte del 4 maggio a Cagliari per sciogliere finalmente il voto.

La Sagra di Sant’Efisio è una delle feste maggiori della Sardegna, insieme alla Cavalcata Sarda di Sassari, la Festa di S. Simplicio a Olbia e al Redentore a Nuoro.

Immergersi significa respirare l’essenza di un popolo e della sua fede, di una storia secolare, significa vederne i colori e sentirne i suoni.

Non perdetela!!

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