Murales: arte universale

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Fra i murales in Sardegna, con le sue opere Orgosolo mantiene uno sguardo che guarda chiaramente dentro e fuori di sè.

I murales: arte diffusa in numerosi paesi e quartieri sardi. Stili, colori e messaggi diversi a seconda della comunità.

Ho la fortuna di conoscere sin da bambino cosa siano i murales: ne ho visto un bel po’. Processioni, feste, abiti e personaggi del passato: questi i temi più diffusi.

Ho visto il lavoro che c’è dietro, la fatica che procura. La meraviglia dei passanti, la passione dei bambini che vogliono aiutare gli artisti, increduli che qualcuno sia lodato, ammirato, per un gigantesco disegno fatto su un muro (su un muro! E loro rimproverati aspramente per un qualsiasi scarabocchio fatto sul bianco intonaco di casa!)…

Fare murales è un lavoro faticoso fisicamente, ma anche, sopratutto, intellettualmente: spesso si tratta di tradurre in immagini un senso di comunità molto specifico, un evento, un qualcosa in cui tutti i membri si riconoscano.

Mi piace quando i murales diventano parte di un quartiere, di un paese: significa che l’artista è riuscito a rappresentare qualcosa di riconosciuto, di universale per la comunità che ospita il suo lavoro. E la comunità se ne farà vanto, ne parlerà orgogliosa negli anni: l’ho visto succedere, è una piccola magia.

Questo, è quello che accade nella maggioranza dei casi: una comunità incarica un artista di dare una sua visione di qualcosa. Rimane quindi una divisione di ruoli, di coinvolgimento, delineata: una committenza, e un esecutore. Ma esistono delle eccezioni. E Orgosolo e la sua storia sono una di queste.

Murales Orgosolo - opere

Orgosolo, la Barbagia al centro del Mondo.

Finalmente, alla (veneranda!) età di 27 anni, sono riuscito ad andare a Orgosolo e a vederne i celeberrimi murales.

Inaugurata intorno al 1969 grazie al collettivo milanese Dioniso, questa forma d’arte si afferma con forza grazie al professor Francesco del Casino e ai suoi allievi della scuola media di Orgosolo a partire dal 1975, proseguendo, con stili e temi diversi sino ad oggi.

Murales Orgosolo - opere

E lo ammetto senza problemi: durante la passeggiata ero emozionato, come non lo ero da un sacco. Finalmente sono riuscito a sentirne la storia, le storie, gli aneddoti, grazie a un amico, guida turistica di professione.

Qui ho percepito un rapporto strettissimo fra comunità e opere d’arte, che viene difesa e presidiata, e addirittura restaurata,dalla popolazione locale.

Murales orgosolo - opere

Entrare in paese, e passeggiare fra i murales, vuol dire passeggiare nella storia di una comunità, e nella storia del mondo. E’ toccante: su un muro la mitica rivolta di Pratobello, sull’altro Gandhi. Gramsci, Angioy, Lussu, Che Guevara, le donne e gli uomini che cercano un riscatto alla dura vita, si interrogano sulle ingiustizie della società. E poi la caduta del regime di Saddam Hussein in Iraq e l’attacco alle Torri Gemelle: due facce della stessa medaglia con cui ci si interroga sul senso della guerra.

Murales Orgosolo - opere

Questo succede a Orgosolo: si parla del locale per parlare dell’universale, e viceversa. Lo sguardo va lontano: sintomo di una comunità che sa guardare con chiarezza dentro e fuori se stessa. E lo sguardo si rinnova: la Storia va avanti, nascono nuovi murales per continuare a raccontare e a interrogarsi. Sembra si guardi a se stessi per capire il mondo, e viceversa.

Spesso il centro barbaricino viene chiamato paese-museo. Ma io non sono d’accordo. Le opere di Orgosolo non mi sono sembrate parte di un museo a cielo aperto, immobile, intoccabile: mi sono sembrate arte viva, che si rinnova con l’attualità, confrontandosi col passato e con l’attualità. E questo merita una visita di persona. Non ci siete mai stati a Orgosolo? Ora posso dirlo: meglio tardi che mai.

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